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La definizione originale di staking descrive un processo di mantenimento dell'operatività di una rete blockchain. Le persone partecipano alla convalida delle transazioni su una rete blockchain detenendo e bloccando una certa quantità della criptovaluta di quella blockchain in un portafoglio. In cambio di ciò, ricevono una ricompensa. Col tempo, questo caso d'uso ristretto si è espanso in una definizione più generale per descrivere quando le persone bloccano una criptovaluta o un asset digitale in cambio di una ricompensa nel tempo.
Lo staking delle criptovalute si è evoluto come risposta alle sfide affrontate dal meccanismo di consenso originale, il Proof of Work (PoW), introdotto da Bitcoin. Esploriamo la progressione storica che ha portato al concetto di staking.
Proof of Work e le sue sfide
Il concetto di criptovalute è stato introdotto per la prima volta da Bitcoin, concepito da un'entità (o individuo) conosciuta come Satoshi Nakamoto. La rete Bitcoin si basa su un meccanismo di consenso chiamato Proof of Work (PoW) per convalidare le transazioni e aggiungere nuovi blocchi alla blockchain. Nel PoW, i miner competono tra loro per risolvere complessi problemi matematici, e il primo a risolvere il problema ha l'opportunità di aggiungere il blocco successivo alla blockchain e ricevere una ricompensa in Bitcoin.
Tuttavia, il PoW presenta diverse sfide. È ad alta intensità energetica, poiché richiede molta potenza computazionale per risolvere i puzzle. Inoltre, il PoW non può gestire molte transazioni al secondo, limitando la capacità della rete.
Introduzione del Proof of Stake
In risposta a questi problemi, è stato proposto un nuovo meccanismo di consenso, il Proof of Stake (PoS). L'idea è stata introdotta per la prima volta in un post del 2011 su Bitcointalk da un utente chiamato QuantumMechanic.
A differenza del PoW, il PoS seleziona i validatori per aggiungere nuovi blocchi alla blockchain in base al numero di monete che possiedono e sono disposti a "stakeare" come garanzia. Questo elimina la necessità di potenza computazionale come fattore determinante, rendendolo meno energivoro e potenzialmente più decentralizzato.
Evoluzione dello Staking
La prima criptovaluta a implementare il PoS è stata Peercoin, lanciata nel 2012. L'innovazione di Peercoin è stata quella di utilizzare il PoS per coniare nuove monete, complementando il suo meccanismo PoW, utilizzato per elaborare le transazioni. Questo sistema ibrido mirava a trovare un equilibrio tra la sicurezza del PoW e l'efficienza energetica del PoS.
L'idea dello staking si è evoluta con l'annuncio di Ethereum nel 2014 dei suoi piani per passare dal PoW al PoS tramite l'aggiornamento Ethereum 2.0, noto anche come Serenity. Ciò ha portato il concetto di staking alla ribalta, poiché Ethereum è uno dei più grandi progetti di criptovaluta.
Altre blockchain come Tezos, Cardano e Polkadot hanno adottato il PoS, promuovendo ulteriormente l'idea dello staking. Questi progetti hanno anche introdotto il concetto di delegare le stake, permettendo agli utenti di delegare il loro potere di staking ai validatori, facilitando la partecipazione allo staking da parte degli utenti comuni senza necessità di conoscenze tecniche o grandi quantità di criptovaluta.
Pratiche moderne di Staking
Oggi, lo staking è diventato una parte importante dell'industria delle criptovalute. Anche gli exchange di criptovalute centralizzati hanno partecipato, offrendo servizi di staking centralizzati ai loro utenti - una mossa che sembra minare la natura decentralizzata per cui lo staking è stato creato. Inoltre, lo staking è diventato parte integrante dei protocolli di finanza decentralizzata (DeFi), dove viene utilizzato per proteggere le reti, convalidare le transazioni, votare sulle decisioni di governance e far crescere nuovi progetti dal basso verso l'alto.
Lo staking liquido è uno sviluppo relativamente nuovo nel mondo delle criptovalute che tenta di affrontare uno dei principali svantaggi dello staking, che è l'illiquidità degli asset stakeati.
Quando un utente stakea le sue criptovalute in una rete PoS, gli asset stakeati sono spesso bloccati in un contratto intelligente per un periodo di tempo stabilito, durante il quale gli asset non possono essere venduti o scambiati. Questo può essere scomodo per gli stakeatori, specialmente in condizioni di mercato volatili.
Lo staking liquido affronta questo problema emettendo token, spesso chiamati derivati di staking o token di staking liquido, che rappresentano la proprietà degli asset stakeati. Questi token possono essere liberamente scambiati, venduti o utilizzati come garanzia in altre applicazioni DeFi, mentre gli asset sottostanti rimangono stakeati nella rete.
Ecco una panoramica di base di come il processo funziona tipicamente:
Alcuni esempi di piattaforme che offrono servizi di staking liquido sono Lido, che offre staking liquido per Ethereum 2.0, e Stafi, una piattaforma dedicata ai derivati di staking.
Lo staking offre numerosi vantaggi distinti ma comporta anche una serie di svantaggi. Ecco alcuni punti chiave da considerare.
Vantaggi dello Staking di Cripto
Svantaggi dello Staking di Cripto
Il processo di staking può variare tra diversi progetti, ma i passaggi generali di solito coinvolgono quanto segue:
Per un esempio specifico, impara come stakeare il token VERSE utilizzando l'app Bitcoin.com Wallet nel video qui sotto. Puoi apprendere tutto sullo staking di VERSE qui.
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